certe cose le avevo dimenticate

Rigenerare l’amore nel mondo assurdo equivale di fatto a rigenerare il più ardente e il più deperibile dei sentimenti umani (Platone: «Se fossimo dèi non conosceremmo l’amore»). Ma non è possibile un giudizio di valore sull’amore duraturo (in terra) e su quello che non lo è. Un amore fedele - se non s’impoverisce - è per l’uomo un modo di mantenere il più possibile il meglio di se stesso. È il più umano dei sentimenti, con tutto ciò che c’è di limitativo e di esaltante in questo aggettivo. Per questo l’uomo si realizza solo nell’amore, perché vi trova in forma folgorante l’immagine della propria condizione senza avvenire (e non, come dicono gli idealisti, perché s’accosta a una certa forma dell’eterno). Il prototipo: Heathcliff. Tutto questo per illustrare il fatto che la formula dell’assurdo è l’opposizione tra ciò che dura e ciò che non dura, essendo chiaro che c’è un solo modo di durare, cioè durare eternamente, e che non esiste via di mezzo. Noi siamo del mondo che non dura. E tutto ciò che non dura - soltanto ciò che non dura - è nostro. Si tratta insomma di sottrarre l’amore all’eternità o almeno a coloro che lo camuffano in immagine di eternità. Prevedo già l’obiezione: è perché non hai mai amato. Lasciamo perdere.

Albert Camus, Taccuini (1942-1951)